illustrazione: Cha Coco

“Salve, come posso esserle utile?

“Salve, vorrei fare il reso di mio acquisto se possibile”

“Sì certo”

“Solo che non è proprio recentissimo, l’ho acquistato circa 3 anni fa, e temo che la garanzia sia scaduta, purtroppo non sono riuscita a trovare informazioni sulla vostra politica dei resi ma ho con me un documento che attesta la mia proprietà. Vede, c’è anche la data di quando l’ho portato a casa”

“La nostra azienda offre la possibilità di reso in caso di prodotto malfunzionante, o di qualche difetto di produzione per i primi 3 anni, quindi se mi fa vedere il documento e con un po’ di fortuna forse ci stiamo dentro. Vediamo, mi dia qua quel foglio. Mhh, sì, sembra che la fortuna sia proprio dalla sua! Tra una settimana sono 3 anni giusti giusti, quindi a quanto pare lei ha diritto al reso”

“Oh mio Dio, è incredibile, di solito non mi capitano mai queste fortune. Ma diamine, almeno per una volta è giusto che tocchi anche a me una piccola botta di culo. Oh mamma, mi è sfuggito, mi scusi ma ero davvero entusiasta”

“Non si preoccupi, la capisco, e a dir la verità capita spesso. Non deve esser facile avere uno di quegli aggeggi difettosi a casa”

“Ormai mi sono sbottonata con lei e quindi mi sento libera nel dirle, che sì, Cristo, è davvero una liberazione sapere che posso restituirlo. Mi dica come funziona ora, devo lasciare l’IBAN per avere il rimborso?”

“Un momento, capisco la gioia ma non corra troppo. Prima di capire se possiamo procedere con il rimborso dobbiamo valutare se il prodotto aveva difetti di fabbrica oppure se c’è stato qualche problema con l’utilizzo per cui devo farle qualche domanda”

“Sì sì, nessun problema. Ma una cosa prima di procedere, non è che me lo sostituite con un altro? No, perchè preferirei proprio il rimborso. Sa, è stato davvero traumatico e sento che i danni che ha creato hanno rovinato il mio piacere nell’averne uno simile, senza parlare degli strascichi nella relazione con mio marito. Non le entro nei dettagli ma ci siamo capiti…”

“Scusi se ho riso, non volevo mancarle di rispetto. Era più una risata di tenerezza, tipo di vicinanza, va bè, comunque le assicuro, croce sul cuore, che nessuno della nostra azienda si azzarderà a turbare oltremodo la sua quiete con un prodotto che le ha recato disagi. Adesso iniziamo con le domande. La prima è: il prodotto ha immediatamente mostrato i difetti?”

“No, a dir la verità all’inizio era perfetto. Sa, avevamo letto molte recensioni prima di procedere all’acquisto e ci eravamo davvero convinti che il vostro prodotto fosse il top della gamma in termini di qualità della vita. Si parlava di vita migliore, di clienti talmente soddisfatti da continuare a comprare i modelli successivi, di alcuni che avevano finalmente trovato un senso alla loro vita. Eravamo davvero entusiasti e un po’ eccitati. Poi l’attesa dall’ordine fino all’arrivo della merce ha aumentato le nostre aspettative che nei primi mesi sono state tutte perfettamente attese. Sentivamo il miglioramento nella nostra vita proprio come avevamo letto nei vari forum e testimonianze dei clienti. I problemi sono iniziati con degli errori negli orari di accensione e spegnimento. Forse abbiamo sbagliato qualcosa noi, sa era l’inizio e ci poteva stare. Ci sembrava di aver impostato bene il tutto seguendo le istruzioni ma si accendeva e spegneva random, soprattutto si accendeva e spegnerlo era davvero un’impresa. Però fin qui i benefici superavano il piccolo disagio e non abbiamo neanche pensato al reso.
Poi abbiamo iniziato ad avere problemi con il cavo di alimentazione. Sembrava difettoso sia in entrata che in uscita ma questo è andato migliorando giorno dopo giorno, perchè se così non fosse stato mi avrebbe visto qui molto prima. Le lascio solo immaginare quanti schizzi di ioni ho ripulito dalle pareti. Poi sono iniziati i problemi di programmazione. All’inizio erano perfetti, qualsiasi cosa chiedevamo l’apparecchio rispondeva perfettamente, poi lentamente, all’incirca un anno fa è sembrato come se ci fosse stato un cortocircuito, chiedevi a e rispondevi b, chiedevi b e rispondeva z, stavi zitto e chiedeva lui, lo spegnevi e si accendeva, lo facevi uscire e rientrava, gli davi degli oggetti per svolgere una funzione e ne realizzava una che nel libretto non era neanche menzionata.”

“Bene, continui pure che sto prendendo appunti nel modulo per la pratica di rimborso”

“Sì certo. Le dicevo che stava diventando un inferno. Anzi, è diventato un inferno. La nostra vita, che sarebbe dovuta migliorare, stava peggiorando giorno dopo giorno. Lì sono anche iniziati i litigi con mio marito. Lui incolpava me per averlo voluto comprare e si diceva dubbioso di questi nuovi aggeggi sin da subito, ma non era vero, perchè io me lo ricordo come guardava quelli degli altri. Io invece ero furiosa con luiper avermi abbandonata a gestirmi l’aggeggio da sola. Quello è uno furbo sa, quando ha visto che la faccenda si faceva complicata si è nascosto dietro il lavoro “Mi hanno chiesto degli straordinari”, “Scusa tesoro stasera c’è stato un problema con il capo”, “Domani il mio collega ha una visita e lo devo coprire”. Tutte balle ovvio, e io che dovevo fare a quel punto? Non avevo più una vita, mi sentivo in colpa, ero estenuata, sopraffatta da tutta quella fatica e infuriata. Ero furiosa e rabbiosa con tutti quei cretini che avevano scritto recensioni e commenti estasiati, ma l’ho capito sa che venivano pagati dall’azienda per cui lei lavora. Lei mi sta simpatico e gli voglio bene già a pelle, ma bisogna dire le cose come stanno, perchè se uno è criminale è criminale. Pagare qualcuno per fargli scrivere recensioni paradisiache su un prodotto che ti regala un solo biglietto per l’inferno è davvero da lestofanti”

“Magari questo non lo scrivo e grazie per la simpatia. Altra domanda: vi è per caso mai caduto, ha sbattuto, subito urti, o avuto incidenti?”

“Oh sì, ma mai a causa nostra. Cadeva spesso e sbatteva ma sembrava che non gli facesse nulla. Io ogni tanto ci ho sperato che tra quelle cadute uno dei programmi si resettasse alle impostazioni di fabbrica tornando funzionante, ma niente.”

“Cadute multiple, aspetti che scrivo. Bene e mi dica, avete rispettato sempre le indicazioni di manutenzione scritte nel libretto? Questo è molto importante per noi da sapere e le ricordo che l’apparecchio contiene una scatola nera e che una volta portato al reparto tecnico sapremo se ci ha dato informazioni mendaci e se così fosse, dovremo rivedere la pratica”

“Ok, questo è un tasto un po’ dolente perchè in effetti qualcosa c’è stato ma davvero molto piccolo. Così piccolo che sono certa che non sia stato possibile aver provocato qualche danno. E se tanto lo scoprirete tanto vale che ve lo dica subito io. Dunque, quando proprio non ne potevo più ho iniziato a cercare dei codici di sblocco in rete e mi sono imbattuta in un gruppo di persone con le mie stesse problematiche. Si scambiavano consigli e sembravano soddisfatte delle strategie trovate. Così mi sono affidata e a volte ho inserito un voltaggio più alto, altre l’ho lasciato chiuso in una stanza, altre ancora ho finto che non esistesse per farlo spegnere. È capitato di averlo scosso per rimestare un po’ quei circuiti e gli abbiamo dato qualche colpo, sai come si fa con il telecomando quando non funziona? Ecco così.”

“La ringrazio per la sincerità. Adesso solo un momento che mi confronto con il direttore del reparto resi e le dico se la sua richiesta può essere evasa”

“Ah sì, tranquillo che non mi muovo di qui”

“Hey, c’è un’altra richiesta di reso. È la decima questa settimana”
“Sì, da qualche anno che qualcosa li abbia mandati proprio in tilt. Una volta non era così, la nostra azienda era il fiore all’occhiello della società, mai una lamentala e infinita gratitudine. Certo che uno adesso non è che ci si aspetta un grazie, ma almeno riconoscere l’enorme valore dell’innovazione che abbiamo messo nel mercato, dell’enorme potenziale di sviluppo. Ma non piangiamoci addosso, dai, parlami di questo cliente”
“È una donna, avrà tra i 35 e i 40 anni. Sembra disperata e scocciata. Il bambino ha quasi 3 anni, è stato un po’ tormentato a quanto pare. Si parla di punizioni, di urla, di ricatti emotivi, di esperienze spaventose, di esposizione a conflitti, di enormi aspettative e di mancanza di tatto nella relazione. Per farti capire tutte queste informazioni mi sono state dette davanti al piccolo come se non ci fosse e avesse orecchie per ascoltare. Lui paziente se ne è stato per tutto il tempo lì vicino ad ascoltare. È ovvio che non hanno letto le istruzioni, sono molto chiare rispetto a cosa non fare, a come comprendere i programmi, a come rispettarlo. A me sembra che siamo di fronte alla solita famiglia pentita. Non hanno valutato bene la responsabilità, non hanno approfondito pensando “tanto ci riescono tutti che sarà mai”, hanno voluto solo i vantaggi, non hanno fatto una corretta manutenzione e quando sono iniziati i problemi hanno dato la colpa al bambino. Un classicone. Che facciamo adesso?”
“Lo riprendiamo ovvio, e gli troveremo una famiglia amorevole, che non ha aspettative ma tanta voglia di crescerci assieme”
“E il rimborso?”
“Non c’è rimborso per chi è scollegato dalla vita. Inventati qualcosa”

“Signora eccomi”

“Oh per fortuna, non ne potevo già più con questo vostro aggeggio. Ha iniziato a saltare dappertutto, ma lo vede come fa? Ecco di cosa le parlavo. Non è che avete un cavo di alimentazione, sa non pensavo che sarebbe andata così per le lunghe e non ho portato nulla con me”

“Sì, ci pensiamo noi, mi dia qua, lo porto con me dietro”

“E il mio rimborso?”

“Oh già. Bhè, purtroppo mi sono confrontato con il mio capo e le cose in azienda stanno andando male a causa dei troppi resi quindi per il momento non possiamo garantirle il rimborso”

“Coosa!?! State scherzando? Dopo quello che ho patito, oh cosa mi tocca sentire!”

“Signora le assicuro che già è una grande fortuna che lei possa riconsegnarlo”

“Fortuna, 3 anni calpestati lei li chiama una fortuna? Sa cosa farò appena uscita di qui? Me ne andrò da un avvocato e vi farò causa! E poi andrò io a scrivere su quelle maledette recensioni e scriverò io quello che penso di voi. Vita S.r.l. Ma che razza di nome è poi?”
“Buona giornata anche a lei signora!”


NOTA AI LETTORI:
Ovviamente e per fortuna non esiste un servizio resi, ma forse se esistesse sarebbe davvero molto affollato.
Penso spesso a quanto poca consapevolezza ci sia nella scelta di un figlio e nella sua crescita. Non sono qui per fare la lista dei drammi del mondo, bastano i bollettini quotidiani e il disgelamento dei ghiacciai.
Però i bambini continuano a nascere, secondo dopo secondo e noi non possiamo ancora permettere di farci trovare impreparati.
Serve tanta pazienza, infinita consapevolezza, massicci dosi di umiltà, una bella valigia di strumenti e tutto questo si costruisce in anni.
Anche se non avete raccolto tutto l’equipaggiamento fateli, ma non date loro la colpa delle vostre difficoltà, non peccate di responsabilità, poche ferite sono difficili da rimarginare come quelle dovute ai giudizi e agli attentati emotivi dei genitori verso i figli.
Per fortuna continuano a nascere.
Per forza, per responsabilità e per amore, infinito amore, dobbiamo dar loro adulti consapevoli, alla ricerca di strumenti e non scorciatoie o fughe.

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2 thoughts

  1. Se invece dell’ora di religione a scuola avessi fatto 1 ora di accudimento bambini, con relativo spannolinamento e somministrazione sbobba, forse oggi sarei diverso. Forse.
    Ieri hanno detto in radio che ci sono centinaia di bambini figli di aderenti all’Isis rinchiusi in prigione. Un pugno nello stomaco, tra i tanti.

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