illustrazione: Henn Kim

Ogni giorno, da qualche parte nel mondo, un genitore si sveglia e inizia il conto alla rovescia per mettere il proprio figlio a dormire e poter godere di quel magico tempo di solitudine che è la notte.

Potete avere 1, 2 o 10 figli, possono essere grandi o piccoli, maschi o femmine.

Potete essere genitori amorevoli, ammirevoli o deprecabili.

Potete essere soli, felicemente sposati o mal accompagnati.

Potete vivere al caldo o al freddo, in campagna o città, in una villa lussuosa o in una capanna.

Una cosa ci accomuna a noi genitori, la nostra vita segreta notturna, quella incredibile parentesi che si apre quando i nostri figli iniziano i loro sogni e si chiude quando li terminano.

Ci sono quelli che, eroicamente, vincono la lotta contro il sonno e l’occhio che cede di sillaba in sillaba mentre la tradizionale fiaba notturna di srotola tessendo una coperta calda sul bambino, che infine, riscaldato da presenza e parole si addormenta. Questi, vittoriosi si godono la prima parte della notte, sono gli apripista.

Poi ci sono quelli che preferiscono addormentarsi alle 9 con i bambini, o anche prima, lasciando al partner la mansione, perchè, questi, godono degli ultimi istanti della notte, la loro vita segreta si svolge prima che l’alba faccia irruzione dalle loro finestre come un ladro senza pudore nè paura che entra pur sapendo che voi siete in casa.

Pensate cosa accadrebbe se mettessimo delle telecamere segrete nelle case, come quelle nei boschi che si attivano con il movimento e catturano volpi in caccia, orsi erranti e puma curiosi.

Avremmo immagini dei fumatori timidi, quelli che mai e poi mai diranno ai loro figli che fumano ma appena questi si addormentano, estraggono kit degni di Marrakech e, dopo aver eseguito rituali scanditi da gesti pieni di sacralità, fanno aerosol di nicotina e libertà.

Avremmo immagini dei mangiatori e bevitori notturni, quelli che aperta la cassaforte nascosta in dispensa dietro vecchie scodelle mangiano cioccolate atomiche e vuotano bicchieri di vermut e brandy da collezione.

Se solo avessimo delle telecamere potremmo osservare la vita degli intellettuali sfibrati, quelli che finchè i bambini sono svegli “solo contenuti di qualità e intelligenti” ma quando poi li hanno tutti a letto si sparano repliche di bieche serie televisive e format alquanto discutibili.

Potremmo avvistare i folletti del pulito, quelli che adorano pulire ma senza bambini attorno che vogliono passare moci e lavare piatti con conseguenti ingenti perdite idriche e relative crisi emotive e crolli di nervi e non vanno a letto finchè l’odore di candeggina e disinfettante non aleggia in ogni stanza.

Ci troveremmo faccia a faccia con gli estetisti amatoriali, quelli che si dedicano alla loro forma fisica ed estetica. Appena il campo è libero stendono tappeti, fondono cera per estirpare peli, preparano unguenti e si tingono unghie, capelli e villi intestinali.

Troveremmo gli arredatori di interni che di notte cambiano disposizione di mobili, acquistano tappeti dalla siberia, pitturano muri, smontano mensole e svitano lampadine sostituendole con fari led. Se vivete con questi i vostri risvegli possono essere simili a bad trip, questi genitori insegnano soprattutto ad essere versatili e resilienti, ma soprattutto a non aver bisogno di certezze.

Avremmo nitide immagini di aspiranti ragionieri, quelli che neanche fossero i revisori dei conti delle casse dello Stato, sotto la luce della cucina, seduti al tavolo e avvolti da incartamenti e scontrini, li sistemano tutti catalogandoli, riportando dati su tabelle e registri e archiviando tutto con date, categorie, dettagli e immagini.

Ma quelli che preferisco sono quelli che cuffie alle orecchie, porte chiuse dei bimbi, finestre abbassate per non farsi vedere dai vicini mettono la musica a volumi non consigliati dalla medicina tradizionale e ballano come se non ci fosse un domani o come se il domani fosse ancora notte e il loro concerto esclusivo non smettesse mai di andare in onda. Ballano, sudano, cercano di farlo piano, sbattono sui mobili perchè chiudono gli occhi e perdono l’equilibrio, si fanno lividi e terminano sdraiati per terra guardando il soffitto sorridendo come ebeti.

Mi piacciono anche quelli che piangono tutto quello che hanno trattenuto durante il giorno, quelli che fanno chiamate infinite e quelli che si dedicano a passioni scalpitanti, di qualsiasi natura.

Amo queste vite segrete, che vanno in onda quando si pensa che le luci siano spente.

Amo la vitalità incredibile dei genitori distrutti che non smettono di ricordarsi che anche loro hanno bisogni che devono essere ascoltati.

Mi piacciono le piccole cose, le briciole della vita, le molliche lasciate sul tavolo, le candele quasi finite e l’ultima sigaretta scovata dentro un pacchetto antico di lustri dentro vecchi zaini.

Adoro gli appunti presi e i ragù fatti alle 2 di notte.

Se è vero che un bambino ha bisogno di un genitore appagato e sereno, è vero anche che per esserlo un genitore ha bisogno dei suoi spazi e tempi.

Quindi viva i bambini messi a nanna con amore e senza svenimenti genitoriali, viva i bagni in vasca a mezzanotte e i panini con la cioccolata all’una, viva i bambini le loro urla e i loro sonni benedetti che profumano di latte e lentezza, viva le incombenze che sembrano privarci della nostra libertà e finiscono per diventare motore della nostra volontà.

Viva noi, così umani, così genitori, così alla ricerca di noi stessi da scovarci dentro una tazza di tisana solitaria, notturna, di fronte ad un albero scosso dal vento nel buio di una notte di fine inverno.

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