Chiariamo un punto importante: la scuola la fanno i bambini, i maestri e i genitori.

Ogni genitore che iscrive il proprio figlio in una scuola, si assume la sua parte di co-responsabilità, il che significa che affidando il proprio figlio a degli insegnanti, non ha delegato la propria responsabilità educativa genitoriale nè è stato esonerato dal mettere in campo un pensiero critico, costruttivo e collaborativo.

Spesso sento genitori scontenti delle scuole che frequentano i loro figli, si lamentano delle insegnanti, delle strutture, delle altre famiglie, della didattica e a me sorge spontanea la domanda: “ma che ce lo mandi a fare tuo figlio se poi devi lamentarti di tutto..? Ma soprattutto, cosa fai per rendere la scuola migliore?”.

I genitori si sentono impotenti, forse entrano in risonanza con la propria storia scolastica, magari hanno bisogno di un capro espiatorio (e la scuola in questo è perfetta) o forse semplicemente non sanno dove metter le mani o nella peggiore delle ipotesi non ne hanno voglia.

Ho grande fiducia nel potenziale umano e credo che anche un genitore possa fare la differenza, con piccoli contributi e azioni virtuose.

Proverò a darvi qualche dritta per rendere la scuola di vostro figlio un posto migliore, raccogliendo la vostra parte di responsabilità.

  1. I come INFORMAZIONE. Prima di qualsiasi azione, parola o mossa strategica, assicuratevi di aver compreso cosa viene fatto nella scuola, qual è il progetto educativo proposto, quali sono i diritti e i doveri delle insegnanti e quali i vostri Potrete reperire informazioni attraverso semplici dialoghi diretti con le maestre (anzichè chat di genitori), POF (piano offerta formativa caricato sui siti di ciascuna scuola), Indicazioni Nazionali per il curricolo (documento del Ministero dell’Istruzione).
  2. F come FIDUCIA. Mandare un bambino in una scuola, presuppone un atto di grande fiducia verso le persone a cui lo state affidando. La fiducia si costruisce, non si da a priori a tutti, solitamente in una scuola è costruita attraverso il punto 1 (informazione). Se sentite che le basi della fiducia stanno vacillando, fissate un colloquio con le maestre, non sprofondate in uno stato di sconforto totale o vostro figlio vivrà una lacerazione profonda tra fiducia e ascolto dei genitori e fiducia e ascolto delle maestre. Se i due mondi andranno verso direzioni opposte, al bambino verrà implicitamente chiesta una scelta. Il risultato solitamente è una gran sofferenza infantile.
  3. P come PENSA PRIMA DI SPARARE A ZERO. Vi ricordo che in Italia la diffamazione è un reato. Spendere parole offensive, ingiuriose, non rispettose delle persone di cui parlate (delle maestre in questo caso), vi espone a rischi giuridici per i quali dovrete rispondere nelle sedi opportune. Mettendo da parte gli aspetti legali, ledere l’immagine di una persona, la sua professionalità, la sua dignità è un comportamento poco rispettoso e maturo, soprattutto se le motivazioni sono basate su giudizi personali e non professionali.
  4. R come RUOLI. Ricordate che lo scopo primario della scuola, è quello di fornire istruzione ed educazione. Solitamente non si occupa di: problemi di coppia, terapia familiare, design d’interni (sistemare le camere dei bambini), pediatria, nutrizione, animazione compleanni, ecc… Evitate di pretendere servizi che la scuola non può erogare, eviterete molti fraintendimenti, frustrazioni e incomprensioni.
  5. T come TOLLERANZA. Lavorare con i bambini è molto impegnativo emotivamente e fisicamente. Richiede una lucidità costante e capacità di gestire situazioni di emergenza e improvvise. Per cui, se per un giorno, vostro figlio torna a casa con la maglia colorata perchè, mentre la maestra distribuiva 25 grembiuli, lui ha iniziato a pitturare, fatevi un sorriso e ricordate in che stress siete in grado di entrare quando siete con un solo figlio.
  6. C come COLLABORAZIONE. Spesso i genitori hanno competenze e risorse che per le maestre possono essere preziosissime. Penso a chi ha aziende e ha scarti di materiali che possono essere riciclati (carta per le tipografie, filati per le maglierie, ecc…). Penso a chi è falegname, a chi sa cucire, a chi sa dipingere. Un’azione utile e costruttiva all’interno delle chat dei genitori, è quella di fare una sorta di censimento dei saperi e delle competenze, da poter offrire alla scuola.
  7. S come SORRISO. Quando portate vostro figlio a scuola, non state lasciando una cassa dell’acqua in garage. Fate sì che questo passaggio sia emotivamente e relazionalmente significativo. Salutate le maestre, sorridete loro, scambiate una parola, considerate le persone che sono lì ad accogliere voi e il vostro bambino, se non con un sorriso quantomeno con un po’ di umanità.
  8. D come DOMANDARE. Quando qualcosa che accade a scuola non vi è chiaro, fate domande, ponete questioni, interrogate i maestri chiedendo spiegazioni. I genitori hanno il diritto di monitorare e pretendere professionalità laddove alcuni comportamenti possano lasciare spazio al dubbio della motivazione pedagogica che li ha spinti.
  9. P come PROPONI. Oggigiorno molti sono i genitori attenti, consapevoli ed informati, a volte quasi più dei maestri. Se siete a conoscenza di autori interessanti, libri stimolanti, corsi arricchenti, condividete le vostre informazioni con il gruppo classe (genitori ed insegnanti). Riflettere su tematiche comuni, permette la costruzione di una rete di valori condivisa, che sostiene la scuola, sostiene i genitori, ma soprattutto sostiene i bambini (e non significa pensare tutti le stesse cose, ma tendere verso fini comuni).
  10. R come REGALA UNA PIANTA. Se non riesci a mettere in campo nessuna delle azioni precedenti, regala alla scuola una pianta da tenere in classe o nel giardino. Fiori, foglie e piante rendono sempre gli spazi più belli, familiari, pieni di cura e amore.
  11. A come AGISCI. Qualsiasi azione, seppur piccola è un’azione. Le azioni muovono la realtà trasformandola, agevolando cambiamenti e piccole rivoluzioni costruttive. Il passaggio principale è quello di prendere sottobraccio la propria volontà e fare quel piccolo sforzo che vi permette di passare da spettatore ad attore attivo.

E se alla fine nessuno di questi suggerimenti fosse funzionale od efficace, pensate di cambiare classe o scuola a vostro figlio.

Situazioni in cui dominano scarsa fiducia e stima verso le insegnanti, generano nel bambino sentimenti negativi e confusi, questi sono nemici della serenità, dell’apprendimento e della fiducia verso il mondo circostante.

Ma questa è solo una remota ipotesi.

Sforzatevi di vedere il bello che c’è in ogni scuola, in ogni classe, in ogni maestra, in ogni situazione, vi stupirà scoprire quanta meraviglia era lì, in attesa di esser vista.

 

 

 

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