Tanto lo sapete, mettendo al mondo un figlio mettete al mondo la certezza che prima poi accadrà, prima o poi ve lo chiederà, prima o poi vi toccherà rispondere alla fatidica domanda: “Come nascono i bambini?”.

Le sue domande dribbleranno le vostre previsioni, scavalcheranno le vostre risposte pronte, andranno a segno nella porta del vostro imbarazzo .

Ve lo chiederanno, forse prima di quanto possiate aspettarvi e allora è meglio iniziare a pensare con anticipo a come gestire la situazione.

Allontanate da voi l’idea di rispondere con la storia delle api, del polline, dei cavoli e tantomeno delle cicogne.

I bambini li fanno i genitori, facendo sesso, vengono contenuti negli uteri ed escono dalle vagine, alcuni dalle pance.

Sono parole che fanno paura, di cui abbiamo imparato ad aver timore e che non riusciamo ad usare serenamente.

Il sesso è uno dei più grandi tabù con cui conviviamo.

Ognuno lo sdrammatizza come può, ma poi quando passiamo di fronte alla commissione dell’infanzia crolliamo come ghiaccioli sotto il phon.

Per gestire al meglio la questione il primo consiglio è rispondere alla domanda con una risposta breve, chiara e concisa.

Se per il bambino l’informazione è sufficiente si fermerà, se invece è pronto per saperne di più vi rilancerà un’altra domanda. E’ importante questo gioco di domanda risposta, perché vi permette di capire quanto potrete spingervi in avanti. Ci sono genitori che non hanno nessuna difficoltà a parlare di questi temi ai loro figli e appena l’occasione si presenta partono con trattati di biologia che iniziano dalle tube di falloppio e si perdono nell’endometrio. Il bambino lo avete perso al decimo secondo e da questa esperienza trarrà il saggio consiglio di non chiedervi più nulla in merito.

Dalla mia esperienza ho capito che i bambini fanno sempre domande per le quali sono pronti a ricevere la risposta. Per cui non temete di spiegare cos’è una vagina o che per mettere il bambino nella pancia bisogna fare l’amore, perché questo è!

La modalità migliore per gestire la situazione è dire la verità, lentamente, goccia dopo goccia, finché il bambino non decide di chiudere il rubinetto.

Il secondo consiglio è quello di comprendere bene la loro domanda. Vogliono sapere come escono o come entrano? Attenzione a rispondere alla giusta domanda!

Terzo e ultimo consiglio, dire la verità e usare il linguaggio specifico che poi sennò se ti hanno sempre detto che hai una patatina, fragolina, passerina quando il ginecologo di visiterà e dirà di sdraiarti per controllare l’utero tu ti scuserai e farai per andartene perché penserai di non averlo!

E’ importante non trasmetter loro il tabù della riproduzione, del proprio corpo, la paura di pronunciare le parole che lo connotano.

Pene, vagina, testicoli, sesso, fanno paura agli adulti, ai bambini no.

Iniziate ad allenarvi, iniziate ad usare queste parole con i vostri pari, i grandi, spiegate al vostro vicino come nascono i bambini. Vi accorgerete che usare un linguaggio diverso (patatina, pisellino, ecc…) non serve per rendere il messaggio più infantile e adatto ad un bambino, ma solo per spezzare la vostra vergogna, per evitare di farvi arrossire e massacrarvi le unghie dalla tensione.

Spesso ho sentito genitori dire che hanno deciso di non dire tutta la verità ai bambini perché hanno paura che poi la raccontino a scuola agli altri!

E che è!! Manco il terzo segreto di Fatima è così custodito.

E comunque cari adulti che avete dimenticato le vostre infanzie, vi svelo un segreto.

Tutto ciò che non raccontate ai bambini, loro se lo cercano.

Attraverso internet, attraverso domande ad altri, attraverso gli strumenti che posseggono e nel farlo potrebbero inciampare in situazioni incresciose, come il bambino che ha raccontato ad un altro che se un uomo fa l’amore con la donna poi perde sangue per giorni e giorni, oppure l’altro che a 8 anni ha iniziato a chiedere a google domande specifiche per capire come funziona la meccanica dell’atto riproduttivo visto che nessuno gliela spiegava e vi lascio immaginare cosa diavolo possa aver visto.

Quindi prima che arrivi il mondo esterno che a volte è caotico, poco chiaro o spaventoso, spiegate voi ai vostri figli come si mette al mondo un bambino.

Raccontateglielo che la biologia è stupenda perché è piena d’amore, che le loro nascite sono delle celebrazioni alla vita, raccontateglielo come accade.

Iniziate a pensarlo, poi a ripeterlo allo specchio, potete anche scriverlo e in men che non si dica sarete pronti.

Sarà più semplice di come lo pensavate, più facile di un travaglio, più indolore di un parto.

Anche perché in fondo, i bambini come sono nati lo sanno già, quando ve lo chiedono è perché vogliono vedere se anche voi lo sapete…

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