Il motivetto vien da sè quando penso alla parola verità: “la verità ti fa male lo so”.
Ma nel tempo ho imparato che non è così, la verità fa bene, e pure tanto.
Fa bene quando sei piccolo, quando sei grande. Fa bene sempre, da 0 a 99 anni, come i giochi da tavolo.
Tra i diritti dei bambini io lo aggiungerei immediatamente.
Il sacrosanto diritto a conoscere la verità, a ricevere risposte oneste, a esser messo a conoscenza della propria storia, a non esser ingannato né sottovalutato.
Immensi e dolorosi sono i danni creati da rivelazioni tardive.
Arrivano come pugnalate, danno il via a cascate di sgomento che scivolano nelle voragini interiori scavate negli anni. Lo sgomento copre il vuoto. Poi si inizia a convivere con la verità.
Tutto è recuperabile, sempre, per fortuna.
Ma non sarebbe meglio evitarsi qualche fatica ogni tanto??
Non sarebbe meglio crescere conoscendo la verità della propria esistenza piuttosto che scoprirla a 30-40-50 anni?
Per amore proteggiamo i nostri figli.
Per amore omettiamo eventi.
Per amore raccontiamo storie finte, più romantiche e dolci.
Per amore non parliamo di morte.
Per amore creiamo tabù.
Per amore agiamo e per amore i bambini imparano l’arte del silenzio, della bugia, del nodo alla gola.
Apprendono l’arte di frugare tra i cassetti, tra le mutande e i calzetti appena rimangono soli in casa, perché in fondo lo sanno che c’è qualcosa che non gli viene detto e lo cercano da soli.
E se non lo trovano provano a metterlo in scena, usando la loro stessa vita.
Alcune verità sono per se stessi. Ad esempio, provate a rispondere a questa domanda:
Perché avete deciso di mettere al mondo un figlio? Volevate una pausa dal lavoro? O risvegliare un matrimonio dormiente? Speravate di legare a voi l’uomo che credevate di amare stabilendone il possesso definitivo con qualcosa in comune per la vita? L’avete fatto per amore o perché avevate gli ultimi ovuli nella cartucciera da sparare?
Provate a rispondere con la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità. Che sia chiaro in voi. Quale che sia l’entità del vostro carico ricordate che è vostra, non di vostro figlio, mai.
Altre verità sono da condividere.
Quante gravidanze avete avuto? Chi è il primogenito?
Chi è il padre biologico di vostro figlio?
E’ stato adottato? Ne è a conoscenza?
Dov’è finito il gatto che era in giardino? E i giochi di quando ero piccolo?
C’è qualcuno della vostra famiglia di cui non vorreste parlare? Episodi su cui preferite tacere?
Non fatelo. Affidatevi alla naturale e meravigliosa capacità dei bambini di gestire la verità della vita. Lo fanno semplicemente vivendo, giocando la rielaborano, manipolano con saggezza gli eventi. Li smontano, li ricostruiscono, li analizzano, gli danno un senso e li digeriscono.
Senza paura, quella gliela passiamo noi.
Dov’è finito il nonno?
E’ in cielo. Che significa? Ieri c’era e oggi no, quindi se esci dalla stanza puoi sparire anche tu?
Come nascono i bambini? Nascono dopo che il papà e la mamma si fanno le coccole a letto. Quindi visto che non lo voglio un fratello dovrò dormire sempre con voi? Quindi se faccio le coccole ad una mia amica nasce un bambino?
Siate chiari, precisi e puntuali nelle risposte.
Mostratela la verità, anche se imbarazza, fa arrossire, ci fa venir da ridere.
Basta una traccia, un gesto, una parola.
E’ tutto molto semplice.
I bambini hanno il diritto alla verità, la loro, noi abbiamo il dovere di rendergliela.
Farà male forse è vero, ma solo un attimo, un secondo, come un’iniezione, l’effetto benefico poi si spanderà immediatamente.
Provate, basta schiarirsi le idee e la voce.

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