I bambini pregano, lo fanno di continuo.
Lo fanno mentre corrono, mentre urlano, mentre rotolano e mentre chiudono forte forte gli occhi fino a farli sprofondare in un mondo sognato.
I bambini pregano perché la mamma non sia più infelice o assente.
Pregano perché il padre possa ritrovare un lavoro.
Pregano per il barbone in centro che chiede l’elemosina.
Pregano per loro, per crescere.
Pregano per tutti i silenzi che terrorizzano, pregano e promettono.
I bambini giurano che quando saranno grandi, loro no, non si comporteranno così con i bambini. Non li ignoreranno, non li puniranno, non li riempiranno di aspettative e lodi troppo impegnative da sostenere e garantire.
Non la faranno perché un bambino lo sa che tutto ciò è ingiusto.
Le mani dei bambini pregano sempre.
Bisognerebbe avere sentito un bambino che ti accarezza la pelle e i capelli, con gesti così soffici, con movimenti pesati e delicati, chi lo ha provato lo sa che quella è una preghiera.
Balsamo per le ferite.
Unguento che solleva pensieri e pesi.
I bambini pregano, promettono e proteggono.
Si sentono in colpa per le arrabbiature dei grandi, per il loro dolore, per le loro stanchezze.
Se li prendono tutti, e pregando cercano di farli dissolvere.
A volte una preghiera è un salto, a volte è una tana da costruire sotto il tavolo.
Pregano costruendo fortezze in miniatura, pitturando sassi e immergendo le mani nell’acqua.
Pregano e sognano.
Le mani non sono solo lo strumento dell’intelligenza, ma anche lo strumento dell’anima, insieme al collo, alle ginocchia, al naso, alle ciglia, alle caviglie e a tutto il resto.
I bambini sono fedeli devoti alla vita.
Non correre, non sudare, stai fermo, siediti.
Smettila di parlare mi fai venire il mal di testa.
Fila in camera tua.
Mi fai vergognare, mi fai innervosire.
Ti dò uno schiaffo.
Quanta blasfemia negli adulti che mettono a tacere un bambino.
Quanta ignoranza e stupidità in coloro che pretendono la staticità del corpo.
Quante preghiere interrompiamo.
Quante odi mutilate.
I deserti interiori, le aridità del cuore li creiamo noi adulti, estirpando giorno dopo giorno fiori lucenti nei boschi sconfinati della vita nascente.
Concedetevi un biglietto per un viaggio turistico nella vostra anima, portate una valigia grande, andate a recuperare le vostre preghiere, le vostre promesse, le vostre orazioni.
Riportatele a galla e confrontatele con gli adulti che siete diventati.
Tutto si può recuperare.
Anche le preghiere.
Anche le promesse.
Basta chiedere scusa e ricominciare da dove vi eravate smarriti.
Buon nuovo inizio

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