La persona più coraggiosa che ho conosciuto era un bambino.
Non aveva paura di vivere.
Non aveva paura di dire la verità.
Non aveva paura di gettarsi in una zuffa.
Non aveva paura di sporcarsi.
Non aveva paura di correre sotto la pioggia, di baciare rane, di ferirsi e di piangere.
Non aveva paura di dire vagina, né sesso.
Non aveva paura di fare domande che fanno paura.
Non aveva paura del giudizio degli altri.
Non aveva paura di dire che i tuoi baci puzzano di saliva e che il tuo profumo sa di schifo.
Non aveva paura di correre fino a quando il cuore sembra schizzarti fuori dal petto.
Non aveva paura di dire ti amo, ti odio invece non lo usava quasi mai.
La persona più coraggiosa che ho conosciuto era un bambino e mi sono sentita tanto piccola di fronte a lui.
L’ho visto salutare quando gli altri piangevano disperati per un addio.
L’ho visto tornare a casa tutti i giorni, là, dove la mamma lo umilia e il papà lo picchia.
L’ho visto nascere, stritolato tra le ossa della madre, senza urlare, senza lamentarsi, senza pregare per l’epidurale.
L’ho visto amare chi non lo capisce.
L’ho visto lottare per i propri diritti, pestando i piedi, lanciando oggetti e scalciando.
L’ho visto guardare sotto il letto dove credeva esserci un mostro.
L’ho visto perdonare dove si sarebbe condannato e denunciare dove la vergogna avrebbe fatto calare un omertoso silenzio.
L’ho visto scalare sedie e tavoli per farsi vedere.
La persona più coraggiosa che ho conosciuto era un bambino ed io mi sono sentita piccola e vile.
Non riuscirei mai ad amare chi mi punisce.
Non riuscirei mai a perdonare chi mi chiama cretina e buona a nulla.
Non riuscirei mai a sedere 5 ore ad un tavolo accettando di non alzarmi neanche per mangiare.
Non riuscirei mai a spogliarmi nuda durante una cena e a ridere dello stupore e dell’imbarazzo suscitati in tutti i commensali.
Non riuscirei mai a guardare la persona che amo negli occhi e a chiederle che ne sarà di noi quando uno dei due morirà.
Non riuscirei mai più ad esser coraggiosa come un bambino.
Ma posso scegliere ogni giorno di tentare di esserlo.
Domani ad esempio potrei uscire a cercare ragni in giardino e chiedere al vicino perché non fa mai uscire suo figlio.
Oppure potrei dire al mio capo che non può umiliarmi e che non può decidere della mia vita.
Dopodomani potrei andare da mia madre e mio padre e dir loro che ormai sono adulta e che possono anche smetterla di dirmi cosa fare e quando farlo.
E se magari imparo bene ad esser coraggiosa come un bambino potrei tra un mese scegliere di fare quello che mi piace per un giorno intero, fregandomene dei compiti.
E tra due mesi potrei persino riuscire a regalare tutte le cose che non uso più alla prima persona che incontro.
Tra un anno arriverei perfino a lasciare chi mi maltratta e se tutto va bene tra due anni avrò il coraggio di essere del tutto me stessa, di dire sempre quello che penso, di agire secondo un’etica personale che trascende i pregiudizi collettivi e se tutto, ma proprio tutto filerà liscio tra 3 anni il mio coraggio mi permetterà di mangiarmi una caccola e forse, scoprire che non era poi così male.
La persona più coraggiosa che ho conosciuto era un bambino, e qualche volta mangiava anche le sue caccole, con sommo piacere !

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